Liliana Merlo: a 100 anni della sua nascita

Liliana Maria Antonieta Dolores Merlo visse un percorso artistico che la portò da una solida formazione nella danza classica in Argentina a diventare una pioniere della danza moderna in Italia, specialmente in Abruzzo.
Mostra: 16/09/2025 > 30/11/2025
Sede: L'Arca

Liliana Maria Antonieta Dolores Merlo nasce a Buenos Aires il 16 settembre 1925 da una famiglia di umili origini: il padre era emigrato dall’Italia e la madre proveniva dall’Emilia. Fin da bambina mostrò una predisposizione naturale per il movimento e la danza; gli studi regolari iniziarono però più tardi, con l’iscrizione al Conservatorio Nazionale di Buenos Aires negli anni ’40, dove completò la sua formazione di danza classica nel 1945. 

Negli anni immediatamente successivi si affermò in Argentina come danzatrice e lavorò anche con delle formazioni come il Corpo di Ballo Argentino e il Ballet de Jeunes Étoiles francese. Parallelamente sviluppò un interesse profondo per le danze popolari e ispaniche — in particolare il flamenco — che contribuirono a modellare il suo linguaggio artistico, rendendolo poliedrico e sensibile a influenze diverse.

Alla fine degli anni Cinquanta giunse in Italia: invitata a Teramo, tra il 1959 e il 1962 avviò corsi e iniziative che la portarono a stabilirsi definitivamente in Abruzzo. Nel settembre 1959 fondò la Scuola di Danza accademica “Città di Teramo”, che divenne nel tempo una delle realtà private più significative per la formazione danzistica della regione.Nel 1970 trasferì la scuola nella sede definitiva, una struttura progettata appositamente per l’insegnamento della danza. Questo trasferimento segnò l’inizio del suo impegno principale: la diffusione della cultura coreutica e la formazione di generazioni di ballerini e insegnanti nel territorio abruzzese e oltre. 

Merlo, come coreografa, sviluppò un repertorio vasto e variegato che spaziava dal classico al moderno e dall’ispirazione folklorica a lavori di carattere narrativo e sperimentale. Le sue creazioni — spesso concepite anche con finalità didattiche — includono titoli che vanno dagli anni ’50 fino agli inizi del XXI secolo (tra gli altri: Pedro y el Lobo, Egloga abruzzese, Quadri di una esposizione, Ombre e presenze, La bella addormentata nel bosco). La sua poetica coreografica è stata descritta come una «pittura vivente», cioè un lavoro in cui la scena e il movimento dialogano con la musica, le arti visive e la comunità locale. 

L’insegnamento fu per lei una vocazione: maestra rigorosa ma amata, Liliana collocò al centro della propria pratica la formazione tecnica unita a una visione umanistica della danza come strumento di crescita personale. In circa quattro decenni di presenza attiva in Abruzzo formò centinaia di allievi e contribuì alla nascita di molte scuole locali, fungendo da catalizzatore culturale per territori poco orientati, all’epoca, allo spettacolo contemporaneo. Molti suoi allievi raggiunsero posizioni di rilievo in compagnie e teatri nazionali e internazionali. 

Nel 1999 istituì l’Associazione Internazionale per lo Studio delle Arti Coreutiche e dello Spettacolo (AISACS), pensata come spazio di confronto e ricerca coreutica ora a lei intitolata. Fu riconosciuta localmente e nazionalmente come figura pionieristica della danza in Abruzzo; alla sua scomparsa, il territorio e gli allievi organizzarono rassegne, convegni e serate commemorative per ricordarne l’opera e la figura. 

Liliana Merlo morì a Teramo il 17 ottobre 2002, lasciando un’eredità complessa: non solo un consistente corpus coreografico, ma soprattutto un’importante opera didattica e culturale che ha contribuito a radicare in Abruzzo una tradizione di formazione e produzione coreografica.

Negli anni successivi la sua figura è stata oggetto di studi, pubblicazioni e archiviazioni (tra cui archivi video e pubblicazioni dedicate alla sua vita e al suo lavoro). Nel 2025 è stato pubblicato un volume monografico che ne ricostruisce vita, attività didattica e produzione coreografica.